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Notturno neoclassico

Pierre Musitelli
Autore
Pierre Musitelli

Il 23 febbraio 2017 ho avuto il piacere di tenere una conferenza al Collège de France su invito del Professor Carlo Ossola, nell’ambito del seminario della Cattedra di Letterature moderne dell’Europa neolatina, il cui tema era «Il rovescio del visibile» (« L’envers du visible »).

Il neoclassicismo viene talvolta ridotto ad un’aspirazione alla regolarità delle linee e alla visibilità delle figure, come se si fondasse su un’equivalenza tra luce e bellezza. Eppure, lungi dal rifuggire o temere l’ombra, il neoclassicismo europeo, ricco di varianti e contraddizioni, si è confrontato con essa e, in alcuni casi, l’ha accolta nel proprio sistema figurativo. La rivalutazione del notturno interessa numerosi artisti e letterati per i quali l’oscurità, lungi dall’essere percepita come la negazione della bella forma, è dotata di una funzione matrice e creatrice. Da Piranesi a Hubert Robert, la profondità dei sotterranei e delle catacombe stimola l’immaginazione poetica e artistica del secolo che volge al termine. In Italia, Alessandro Verri seppe associare nei suoi romanzi Le Avventure di Saffo (1781) e Le Notti romane (1792-1804) il culto della bellezza classica e una scenografia notturna. Il suo approccio, che procede per ibridazione di immagini e motivi attinti dalla cultura antiquaria e artistica del suo tempo, è sorretto dalla convinzione che le tenebre siano in grado di far riemergere alcune verità dimenticate dagli uomini innamorati della chiarezza razionale (la profondità degli abissi del tempo, la labilità delle civiltà, l’arroganza prometeica delle scienze). Ho voluto qui definire la natura del neoclassicismo sperimentale di Verri nelle opere della sua maturità, ricollocandole nel contesto dello sviluppo delle belle arti in Italia e in Europa a cavallo tra Sette e Ottocento.

Il testo del mio intervento è stato pubblicato con il titolo « Un néoclassicisme de l’ombre. Les nocturnes d’Alessandro Verri », in Lettere italiane, nᵒ 3, vol. 70, 2018, p. 504‑533.